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"La Grande Connessione e la Coscienza Globale

April 24, 2017

La Grande Connessione e la Coscienza Globale

 

La Scienza dimostra che “l'organismo  umano funziona come un network come una rete integrata che unifica i vari organi e sistemi. I codici sono gli stessi, il linguaggio della rete e comune a tutto il sistema. Sia che siano circuiti cerebrali attivati da emozioni, pensieri, oppure circuiti nervosi vegetativi attivati da sollecitazioni o da feedback di organi o sistemi, sia che siano organi endocrini o immunitari a emettere messaggi, questi, nella loro parte fondamentale, verranno riconosciuti da tutte le componenti della rete. Il linguaggio è unico, il collegamento è stringente ed è a doppio senso di marcia.”

 

Carl Gustav Jung nei tempi moderni diceva: «Come oltre l’individuo esiste una società, così oltre la nostra psiche personale esiste una psiche collettiva, l’inconscio collettivo, che cela parimenti in sé grandi attrattive», ma è noto che già nei tempi antichi c’era chi affermava questo principio.

 

Queste convinzioni sono frutto di pensieri mistici, esoterici o scientifici?

Esperimenti scientifici stanno dimostrando l’esistenza di una Coscienza Globale,  “una mente umana collettiva”. In particolare è interessante citare lo studio che da oltre un decennio si è attivati all’Università di Princeton,  consistente in un monitoraggio su dati forniti da elaboratori informatici disseminati in tutto il mondo, che ha rilevato “l’impatto di particolari eventi collettivi che hanno emozionato, coinvolto e/o sconvolto l’umanità intera.”

Si è constatato in maniera incontrovertibile che “gli esseri umani sono globalmente interconnessi tra loro”, e che il loro “sentire” collettivo riesce a deviare perfino le risposte dei computer. Con il “Global Consciousness Project“ gli scienziati hanno posizionato nel mondo (fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia) dei dispositivi informatici per rilevare variazioni verificabili con strumenti appositamente progettati in funzione della Teoria della “Casualità prevista”. I risultati sono stati sconvolgenti: al verificarsi di un qualche evento significativo per la “Coscienza dell’umanità”, in concomitanza di tali eventi globali, i dispositivi iniziavano ad azzeccare un numero enorme di risultati, deviando molto dal range di attendibilità statistica. Ciò è avvenuto ad esempio l’11 settembre 2001 in concomitanza del crollo delle Torri Gemelle, in prossimità  di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi o la morte di lady Diana.

In 426 eventi analizzati nel corso dell’intero progetto, le corrispondenze registrate sono state maggiori del 50%, cioè tutti gli eventi si sono statisticamente qualificati come “significativi”, e l’altra metà di casi si è qualificata come “estremamente significativa”.

 

E allora, non sarà che,  forse, anche il cosiddetto  “Effetto Maharishi” non attenga alla sola sfera del “misticismo”

L'Effetto Maharishi è  “la peculiare influenza di armonia e di progresso sociale” risultante dalla pratica della Tecnologia Maharishi del Campo Unificato; si manifesta quando una piccola percentuale dei cittadini partecipa alla pratica della Meditazione Trascendentale (MT). L'Effetto Maharishi è una fase di transizione verso uno stato di vita più ordinato ed armonioso, così come misurato dalla diminuzione di crimine, violenza, incidenti, malattie e dai miglioramenti nello stato dell'economia e in altri indicatori sociali. Gli scienziati che hanno scoperto questo fenomeno lo hanno chiamato Effetto Maharishi in onore di Maharishi Mahesh Yogi, che 30 anni fa predisse che se anche soltanto una piccola frazione della popolazione avesse preso parte al programma di Meditazione Trascendentale, questa sarebbe stata sufficiente a migliorare la qualità della vita nell'intera società. Durante gli ultimi 18 anni, questa trasformazione sociale è stata documentata scientificamente, prima a livello cittadino, poi a livello regionale e nazionale, e più di recente a livello globale. Si è constatato che la percentuale dei membri di una società, necessaria a generare l'Effetto Maharishi, dovrebbe essere pari ad almeno l’1'% di persone che pratichino la Meditazione Trascendentale.

Questa percentuale è così piccola che gli effetti benefici sulla società riscontrati con l'Effetto Maharishi non possono essere spiegati in termini di “interazioni comportamentali dei partecipanti con altri membri di una comunità o società”. 

Piuttosto la spiegazione si dovrebbe trovare in un “effetto di campo”, attraverso il quale un'influenza di coerenza prodotta dai partecipanti si irradia nella società.

 

John Hagelin, fisico di primo piano nell'area delle “teorie quantistiche del campo unificato”, fa notare che la larga scala delle influenze dell'Effetto Maharishi può essere capita solo come prodotta a livello del campo unificato di tutte le leggi della natura recentemente identificato dalla fisica moderna, la meccanica quantistica.

 

Meditiamo Gente, meditiamo ...  

 

  

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